Giornalino on-line degli studenti della scuola secondaria di Rosolina "Marin Sanudo il giovane"

Anno 3 - Numero 1 - 23 dicembre 2011

SCUOLA E TERRITORIO

LA REDAZIONE DEL GIORNALINO AL MERCATO ORTOFRUTTICOLO
DI ROSOLINA


Lunedì 5 dicembre 2011, la redazione del giornalino della scuola secondaria Marin Sanudo il Giovane ha effettuato la sua prima uscita visitando il Mercato Ortofrutticolo di Rosolina.
Al nostro arrivo, siamo stati accolti dal dottor Stefano Milan che ci ha accolti in una sala all'interno della struttura riservata agli uffici e ha risposto pazientemente alle nostre curiosità.
Abbiamo scoperto che il Mercato Ortofrutticolo, nato nel 1965, è stato voluto dalla Camera di Commercio di Rovigo per valorizzare i prodotti agricoli della nostra zona. Si tratta perciò di una voce importante per l'economia di Rosolina e dei comuni limitrofi. L'orticoltura di Rosolina da sempre è caratterizzata da aziende di ridotte dimensioni con terreni sabbiosi ed un clima mitigato dalla vicinanza del mare.
La seconda parte della nostra visita si è svolta all'interno del Mercato dove avvengono gli acquisti e le vendite. A tutti è stato consegnato un giubbino rifrangente per motivi di sicurezza e abbiamo iniziato un percorso davvero curioso. Infatti durante la nostra visita siamo stati testimoni della vendita del radicchio rosso di Chioggia mediante l'asta all'orecchio: i commercianti sussurravano all'orecchio del venditore il prezzo che erano disposti a pagare per una certa quantità di merce; chi offriva il prezzo più alto si aggiudicava l'acquisto del prodotto. Tutto ciò è stato per noi una grande sorpresa dato che ormai, al giorno d'oggi, tutte le attività sono regolate dall' uso del computer o, in generale, da dispositivi elettronici.
Ci è stato inoltre spiegato che la vendita dei prodotti, oltre che con l'asta, può avvenire per trattativa privata; il tutto dal lunedì al venerdì. I prodotti si trovano sia in casse a rendere, si parla allora di semilavorato, oppure nelle cassette di plastica a perdere o cartoni confezionati.
Una parte del Mercato è destinata anche alla vendita dei prodotti provenienti da altre zone d'Italia o dall'estero, anche se la maggior parte dei prodotti sono del nostro territorio come il radicchio rosso di Chioggia nelle tipologie precoce e tardivo, la patata lunga precoce, la cipolla bianca precoce, il melone del Delta del Po e la carota.
È stato molto divertente quando, alla nostra domanda: “Ma in questa struttura sono presenti dei frigoriferi?”- il dottor Milan ha risposto: “Ragazzi, ma qui siamo in un frigorifero!!!”.
Poi, una volta tolti i giubbini rifrangenti, abbiamo ringraziato il dott. Milani per l'ospitalità e la disponibilità e ci siamo incamminati verso la Scuola.
È stata veramente una bellissima esperienza che ci ha fatto vedere da un'altra prospettiva un'attività del nostro paese che pensavamo, a torto, di conoscere bene e, soprattutto, ci ha permesso di valorizzare le potenzialità del nostro territorio.

Erica Bello, Giulia Ferro, Serena Ravagnan

 

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INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA COOPERATIVA
FACCHINI ANTONIO BERTAGLIA


Vi riportiamo l'intervista al presidente della cooperativa facchini che svolge la sua attività all'interno del mercato ortofrutticolo di Rosolina. 


D - Da quanto tempo la cooperativa facchini opera in questo mercato?
R - La cooperativa opera in questo mercato dalla sua nascita, cioè dal 1965.

D - Quanti sono gli addetti alla cooperativa?
R - Siamo in quattordici uomini.

D - Qual è l'attività e con che mezzi viene svolta?
R - La cooperativa esegue tutti i lavori di carico e scarico della merce sia in entrata che in uscita del mercato utilizzando carrelli elevatori e transpallet manuali.

D - Come viene disposta la merce all'interno del mercato per la vendita?
R - La merce viene scaricata dai carrelli agricoli dei produttori e disposta nei posteggi di vendita. I prodotti vengono suddivisi per tipologia e per qualità del prodotto stesso. Per esempio si predispongono una fila per il radicchio, una per le patate, una per le carote e per lo stesso prodotto c'è una suddivisione per la qualità.

D - Come viene disposta la merce quando viene venduta?
R - Quando la merce viene venduta la carichiamo sugli automezzi dei compratori che la possono ritirare sugli imballaggi del venditore oppure viene da noi travasata sugli imballaggi dell'acquirente.

D - La cooperativa svolge anche altre attività?
R - Sì, la cooperativa ha un centro di assemblaggio di imballaggi in cartone per l'ortofrutta cartone e presta attività di manodopera a richiesta.

D - Il numero degli addetti per questo lavoro è sempre stato costante?
R - Negli anni Settanta e Ottanta operavano circa sedici persone perché a quei tempi la quantità di merce all'interno del mercato era maggiore e la lavorazione era più manuale. Oggi invece il mercato risente di una crisi strutturale con un tracollo delle quantità conferite dai produttori; infatti per il lavoro attuale basterebbero non più di sei o sette persone, per questo noi operiamo anche all'esterno della struttura del mercato.

D - Cosa vuol dire crisi strutturale?
R -
Vuol dire che non c'è ricambio generazionale fra i produttori cioè che i figli non continuano l'attività dei genitori. Le conseguenze nel nostro caso sono che vengono abbandonati i campi agricoli e quindi non viene conferito prodotto agricolo nel mercato.


Alessia Bertaglia

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INTERVISTA AD UN VENDITORE DI PRODOTTI AGRICOLI


Lo spaccio di frutta e verdura di mio zio esiste dal 2006 e si trova a Sant'Anna di Chioggia lungo la s.s. Romea. Questa attività è nata perché mio zio è un agricoltore e ha avuto l'idea di portare direttamente al cliente la sua produzione.

La vendita è aperta al mattino dalle 8.30 alle 12.30, mentre al pomeriggio dalle 15 alle 19. Nel periodo estivo c'è più lavoro perché il consumo di questi alimenti è maggiore e poi molte persone sono in vacanza al mare e vanno lì ad acquistare frutta e verdura, mentre in inverno di lavoro ce n'è meno.

Lo spaccio vende prodotti per la maggior parte di produzione propria, che sono anche quelli più richiesti, questo perché il prezzo è minore rispetto ai prodotti che vengono acquistati nei supermercati e c'è più fiducia nella genuinità di ciò che si acquista. La maggior parte dei prodotti è quindi di produzione italiana e soprattutto locale, anche se a volte vengono richiesti prodotti di provenienza estera.

Questo tipo di vendita è proprio quel procedimento che viene chiamato “dal produttore al consumatore” e gli alimenti fanno sicuramente meno strada prima di arrivare nelle nostre tavole.

DENISE BISTON

 

 

 

 

 

 

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PRODOTTI TIPICI DEL NOSTRO TERRITORIO: LA CAROTA E IL RADICCHIO


In questi articoli Luca e Kevin descrivono le caratteristiche di due tipici prodotti del nostro territorio: la carota e il radicchio.

LA CAROTA

La carota ( Daucus carota L. ) è una pianta erbacea dal fusto di colore verde appartenente alla famiglia delle Umbelliferae; è anche uno dei più comuni ortaggi; il suo nome deriva dal greco Karotón.

La carota spontanea è diffusa in Europa, in Asia e nel Nord Africa. Ne esistono molte e diverse varietà che sono coltivate in tutte le aree temperate del globo. Allo stato spontaneo è considerata pianta infestante e si trova facilmente in posti assolati ed in zone aride e sassose ma anche in tutti gli ambienti rurali e perfino alle periferie cittadine.

Descrizione.

È una specie erbacea biennale, alta fino a 100 cm , che nel secondo anno sviluppa un fusto eretto e ramificato con foglie verdi profondamente divise e pelose. Ha grandi ombrelle di forma globulare composte da ombrellette. Queste sono a loro volta formate da fiori piccoli bianchi a cinque petali; il fiore centrale è rosso scuro.
L' infiorescenza presenta grandi brattee giallastre simili alle foglie. Nei fiori sono presenti delle piccole ghiandole profumate che attirano gli insetti. Le infiorescenze dopo la fecondazione dei fiori si chiudono a nido d'uccello. Fiorisce in primavera da maggio fino a dicembre inoltrato.
I frutti sono dei diacheni irti di aculei che aiutano la disseminazione da parte degli animali.
La radice è lunga a fittone di colore giallastro, a forma cilindrica, lunga 18- 20 cm con diametro intorno ai 2 cm . Nel gergo comune si è soliti riferirsi alla carota come alla parte edibile, di colore arancione, che è la radice.

Avversità

Le più importanti avversità che colpiscono la carota sono la mosca della carota (Psila rosae) e i funghi Sclerotinia sclerotiorum e Rhizoctonia solani.

Uso

  • La carota è coltivata per il fittone radicale di colore bianco nelle varietà da foraggio ed arancio nelle varietà da ortaggio (cristalli di caroteni nei cromoplasti delle cellule parenchimatiche).

La carota è ricca di vitamina A ( Betacarotene ), B , C , PP , D ed E, nonché di sali minerali e zuccheri semplici come il glucosio. Per questo motivo il suo consumo favorisce un aumento delle difese dell'organismo contro le malattie infettive. La carota viene coltivata in varie forme e colori

 

Composizione e valore energetico

 
(in percentuale per 100 gr. di prodotto – Fonte Istituto Nazionale della Nutrizione):

  • Parte edibile 95%
  • Acqua 91.6 g
  • Proteine 1.1 g
  • Lipidi 0 g
  • Glucidi disponibili 7.6 g
  • Fibra alimentare 3.1 g
  • Energia 33 kcal
  • Sodio 95 mg
  • Potassio 220 mg
  • Ferro 0.7 mg
  • Calcio 44 mg
  • Fosforo 37 mg
  • Niacina 0.7 mg
  • Vitamina C 4 mg

La parte edibile della carota – che si coltiva due volte l'anno – è la radice (sviluppata a cono rovesciato): le carote precoci vengono raccolte dopo circa quattro mesi mentre le tardive ne richiedono circa sei. In base al tempo di coltivazione la loro lunghezza può variare da un minimo di 3 cm a un massimo di 20 cm . L'uso in cucina della carota è svariato; può essere utilizzata per preparare puree, succhi, minestre, dolci ecc., ma anche cruda in insalata. Ad una temperatura di 0 °C ed un'umidità percentuale tra 90-95 si può conservare per diversi mesi mantenendo inalterate tutte le sue proprietà organolettiche. Se cotta al vapore o consumata cruda conserva ugualmente ogni sua proprietà.

  • La carota è molto usata in cosmesi perché antiossidante e ricca di betacarotene, perciò stimola l'abbronzatura prevenendo la formazione di rughe e curando la pelle secca e le sue impurità.
    La sua polpa è un ottimo antinfiammatorio molto adatto a curare piaghe, sfoghi cutanei e screpolature della pelle.
  • È molto indicata per la cura delle affezioni polmonari e nelle dermatosi; quale gastro-protettore delle pareti dello stomaco è un ottimo antiulcera. Fra le altre molteplici proprietà curative, la carota ha quelle di prevenire l'invecchiamento della pelle, facilitare la secrezione del latte nelle puerpere, tonificare il fegato, regolare il colesterolo. Altri benefici riconosciuti sono la facilitazione della diuresi, la tonificazione dei reni, l'innalzamento della emoglobina, la regolazione delle funzioni intestinali. Infine, favorisce la vista portando sollievo ad occhi stanchi ed arrossati.

Biston Kevin

 

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IL RADICCHIO ROSSO DI CHIOGGIA

 

TERRITORIO DI PRODUZIONE

La zona di produzione del “Radicchio di Chioggia”, tipologia "tardivo", ricade nell'ambito delle province di Venezia, Padova, Rovigo, ed in particolare nell'intero territorio dei seguenti comuni:

Provincia di Venezia: Chioggia, Cona e Cavarzere

Provincia di Padova: Codevigo, Correzzola

Provincia di Rovigo: Rosolina, Ariano Polesine, Taglio di Po, Porto Viro, Loreo.

Il “Radicchio di Chioggia”, tipologia "precoce", viene prodotto all'interno dei comuni litoranei di Chioggia (VE) e Rosolina (RO) dove le particolari condizioni pedoclimatiche consentono di esaltare le peculiari caratteristiche della tipologia precoce.

DESCRIZIONE DEL PRODOTTO

Il Radicchio di Chioggia è una pianta con lamine fogliari rotondeggianti, strettamente embricate tra loro che formano un grumolo di forma sferica; tali foglie hanno colore rosso più o meno intenso con nervature centrali bianche.

Le colture destinate alla produzione del Radicchio di Chioggia nelle due tipologie “precoce” e "tardiva", devono essere costituite da piante della famiglia delle Asteraceae – genere Cichorium – specie intybus – varietà silvestre.

foto radicchio chioggia
LEGAME STORICO-GEOGRAFICO

Sul quaderno mensile dell'Istituto Federale di Credito per il Risorgimento delle Venezie, del marzo 1923, si riscontra che il Radicchio era stato inserito nella rotazione agraria insieme ad altri ortaggi.

Ulteriore conferma è data dal “Cenni di economia orticola” di Pagani-Gallimberti dove viene indicata la tecnica colturale del radicchio ottenuto negli orti lagunari.

In uno studio del 1935, gli “Orti sperimentali di Chioggia”, si riscontrano ricerche sulle nuove varietà di ortaggi e cicorie con particolare riferimento al radicchio. Successivamente l'inserimento del radicchio nella normale rotazione agraria è documentato dall' “Orticoltura litoranea e lagunare nella zona di Chioggia”.

STAGIONALITÀ

Il radicchio, Cichorium intybus, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Composite. Esistono diverse cultivar, che permettono di raccogliere e consumare il prodotto quasi tutto l'anno.

DA SAPERE:

Dove la nuova terra che il Po e i suoi affluenti hanno portato da tutte le Alpi e dalle alte pianure della Val Padana, unendo le caratteristiche dell'Ovest alle peculiarità dell'Est, le arenarie degli alti monti, alle formazioni mo­reniche e ai terreni alluvionali, dove questo crogiuolo amalgamato lenta­mente dal Po, si congiunge al placido Adriatico, incorporando le dune fossi­li, lì la natura benigna fa sviluppare il radicchio di Chioggia IGP, più sapido di tutti quelli coltivati nel mondo. La peculiarità di questo ortaggio sta nelle sostanze che gli conferiscono il colore rosso vivido: le antocianine che, rien­trando nel gruppo dei phitochemicals, esercitano una funzione protettiva nel nostro organismo. Nella pianta queste molecole hanno la funzione di assor­bire i raggi ultravioletti, dannosi per il materiale genetico e per le proteine della cellula vegetale. Mangiando i radicchi, queste molecole esercitano una analoga funzione protettiva, all'in­terno dell'organismo umano, nei con­fronti dei radicali liberi e degli agenti ossidanti che sono all'origine dell'in­vecchiamento cellulare.
Il caratteristico sapore amarognolo è dovuto ai guaianolidi. Queste mole­cole hanno funzione antinfiammato­ria, vasoprotettiva e coloretica, con i conseguenti effetti depurativi ed epa­toprotettivi. Proprietà che possono ri­velarsi molto utili dopo diete partico­larmente ricche di grassi. Il radicchio di Chioggia IGP è un buon antiossidante e ha effetti positivi sulla memoria.
Infiniti gli usi culinari di questo ortag­gio. Può essere consumato sia crudo che cotto: si possono preparare insa­late miste, pinzimoni, risotti, oppure lo si può cucinare ai ferri o saltato in padella o come base per molte altre preparazioni gastronomiche.
Se mangiato crudo, in insalata, dà il massimo delle vitamine, cotto nei più svariati modi può soddisfare i palati più esigenti.

È un vegetale composto d'acqua, poco calorico (circa 12 Kcal per 100 grammi di prodotto), ricco di protei­ne, potassio, fosforo e calcio. È ricco di fibre, di vitamine e di sali minerali: quando si acquista, le foglie non de­vono essere appassite o troppo ba­gnate; il contenuto vitaminico dipen­de, infatti, dalla maggiore o minore freschezza.

Bernardinello Luca e Biston Kevin

 

 

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